Analisi questionario

Movimento di opinione per salvare i suoli rimasti agricoli, e la difesa del diritto al territorio non cementificato
“Gruppo Saviglianese”

Ricordate la canzone di Celentano “Il ragazzo della via Gluck”? Era storia vera: in tutte le città e i paesi d’Italia le periferie si allargano a spese della campagna.
Anche a Savigliano le aree destinate a edilizia privata, le zone artigianali, commerciali ed industriali, ipermercati, parcheggi, rotonde e tangenziali, minacciano la buona terra coltivabile delle nostre campagne!

Impermeabilizzando con asfalto e cemento il suolo, non si consente alle acque di penetrare e depurarsi nel terreno, arricchendo così le falde sotterranee, non si fa altro che convogliarle in breve tempo nei fiumi e canali accentuando il rischio alluvioni.

Cosa si può fare per arrestare i “mangiatori di terra”?
Occorre lavorare insieme spingendo gli amministratori ad una nuova politica urbanistica ispirata al principio del risparmio del consumo di suolo, indirizzando il comparto edile sulla ricostruzione e ristrutturazione energetica degli edifici

Ad Aprile del 2009, a Savigliano, un gruppo di cittadini, con diversi riferimenti politici, ma tutti accomunati dall’interesse per la difesa del territorio saviglianese ha aderito alla campagna “Stop al consumo di territorio – Movimento per salvare i suoli rimasti agricoli e boschivi”.
In vista delle prossime elezioni comunali come gruppo saviglianese abbiamo inviato a tutti i candidati sindaco un questionario per indagare il loro punto di vista su alcune tematiche care al movimento e verificare la loro disponibilità su alcuni impegni precisi nel tempo e nelle modalità.
L’impostazione e l’analisi del questionario muovono dalla convinzione che, come ha affermato il principe Carlo d’Inghilterra, nei prossimi 99 mesi l’umanità sarà chiamata a scelte decisive per il suo futuro, sottolineando in questo modo l’urgenza delle risposte che dobbiamo dare all’emergenza ambientale. Scelte che riguardano l’umanità e dunque anche la nostra comunità e che dovranno essere prese in un periodo di tempo in gran parte coincidente con la prossima amministrazione. Ad essa toccherà comunque il compito di amministrare un patrimonio, l’ambiente, con criteri che non possono essere quelli che hanno dettato la cementificazione degli ultimi decenni, sorretta dall’equazione “maggior consumo del territorio = maggior sviluppo”, ma che devono partire dalla necessità di tenere in conto nel progettare l’uso del territorio del fatto che la terra è una risorsa non inesauribile, che il terreno agricolo, in quanto indispensabile per produrre l’alimentazione umana, è un bene che tutte le generazioni, sino a qualche decennio fa, hanno consegnato alle successive integro nelle sue capacità produttive e che la reintegrazione del paesaggio agricolo, parte essenziale della nostra identità culturale nelle sue ricchezze naturali e storiche, debba essere considerata un obiettivo prioritario.
Capire quanto di tutto ciò sia presente nell’orizzonte delle intenzioni dei candidati sindaco di Savigliano è dunque l’obiettivo che ci siamo posti.
Il questionario, che è stato ritenuto particolarmente efficace dal Movimento e per questo messo a disposizione per un eventuale utilizzo da parte di altri gruppi, è visibile sul sito nazionale del movimento (vedere l’indirizzo in ultima pagina).
Il questionario, composto da ventinove domande, è stato strutturato in modo da poter valutare i criteri d’azione a cui i cinque candidati saviglianesi intendono ispirare le loro decisioni relative alla gestione del territorio e del paesaggio urbano e agricolo. A tal fine abbiamo inserito tutta una serie di domande con lo scopo di vagliare la “qualità” delle loro intenzioni programmatiche e il tipo di priorità che essi assegnano alle tematiche relative al consumo e al degrado del territorio.
La presente analisi dei cinque questionari compilati dai candidati sindaco che si sono presentati alle attuali elezioni amministrative incrocia le loro risposte al questionario con l’esame dei programmi (da cui provengono le citazioni riportate per ogni candidato) con cui si sono presentati ai cittadini al fine di rilevare sia la presenza o l’assenza di punti per noi qualificanti, sia la coerenza con le risposte date.
L’urgenza di fermare l’attuale processo di cementificazione per ridiscuterne seriamente le regole e le prospettive non sembra essere tale da bloccare la voglia, almeno in tre casi, di promettere comunque nuove aree edificabili nei loro programmi come fanno Gosio (“stesura di un nuovo Piano Regolatore Comunale che individui nuove aree produttive e di edilizia abitativa…”), Ghione (“Ampliamento delle aree produttive e conseguente azione di calmierazione sui prezzi delle aree.” ..”, “incentivare l’espansione edilizia delle frazioni”) e Soave (“potranno essere previsti piani di ampliamento di aree artigianali e commerciali in relazione all’auspicato sviluppo dell’aereoporto”). Si ispira, invece, a principi generici Rubiolo (“una amministrazione responsabile deve affidare a esperti urbanisti il disegno della città in chiave moderna, essenziale e funzionale”).
Le nuove aree edilizie convivono nel programma di Soave con l’affermazione di principi generali (“Ripensare la città e il suo sviluppo oggi vuol dire, ad esempio, porre alla base di ogni ragionamento il concetto di sostenibilità ambientale .. Il che significa pensare alla limitazione del consumo dei suolo, al risparmio energetico e alle nuove fonti rinnovabili, l’attenzione alla bioedilizia e alla bioarchitettura, un rapporto città-campagna in cui quest’ultima sia rispettata e conservata dal momento che si tratta di un suolo tra i migliori di cui possa disporre il nostro Paese”) che, a nostro parere, dovrebbero aprire tutt’altri orizzonti. Le ambiguità nell’affrontare il problema emergono d’altronde chiaramente anche dal fatto che la disponibilità ad attuare una forma di moratoria ad occupare nuovo suolo agricolo in attesa della stesura del nuovo PRG è apertamente rifiutata da Ghione, Gosio e Rubiolo, implicitamente da Soave e fatta propria dal solo Abbadessa (vedi tabella). Evidentemente la coscienza dell’urgenza di fermare la desertificazione del nostro territorio non è ampiamente diffusa tra coloro che si propongono di amministrare la nostra città.
Altrettanto incoerente appare il fatto che da un lato (Soave) si esprimano forti perplessità su uno strumento, a nostro avviso, imprescindibile per una corretta programmazione urbanistica come il censimento del patrimonio edilizio esistente volto ad individuare le abitazioni e i capannoni non utilizzati (come non tenere conto dell’esistente per progettare il futuro?) e dall’altro (Ghione, Gosio e Soave) si accetti tale strumento avendo comunque già fatto propria l’intenzione di estendere l’area edificabile (a che pro fare il censimento?).
La stesso atteggiamento è d’altra parte riscontrabile di fronte all’altra proposta forte contenuta nel questionario ovvero la disponibilità “ad aumentare le tasse di competenza comunale per incentivare l’utilizzo del patrimonio edilizio esistente non utilizzato” al quale ha risposto SI il solo Abbadessa, mentre hanno optato per il NO Rubiolo e Ghione, non ha risposto Gosio e Soave si è riservato di verificare la possibile efficacia del provvedimento, prospettando dubbi sulla sua fattibilità.
Allo stesso modo altre ambiguità sorgono se esaminiamo l’atteggiamento dei candidati di fronte alle grandi opere pubbliche già intraprese (canalizzazione del Maira) e progettate o in via di definizione (continuazione delle arginazioni del Maira e realizzazione di quelle relative al Mellea o le tangenziali). Infatti solo Rubiolo direttamente (“verifica e studio dei modelli di impatto ambientale e dei flussi di traffico relativi alla realizzazione… delle nuove circonvallazioni … e sulla effettiva necessità in merito al nostro modello di traffico urbano”) e Abbadessa indirettamente (“impegno e forte pressione dell’amministrazione comunale presso gli organi competenti regionali per un deciso potenziamento e miglioramento del trasporto pubblico ferroviario soprattutto sulle linee Cuneo-Torino, Savona-Torino e Ceva-Torino…”.) sembrano voler ridiscutere alcune scelte relative alle infrastrutture (le tangenziali) pensate come elemento strategico di quel modello di sviluppo che ha portato alla cementificazione degli ultimi decenni e destinate ad avere esse stesse un impatto tutt’altro che indifferente. Ghione le considera invece “imprescindibili per migliorare la qualità della vita urbana” e Soave, che visibilmente le dà per scontate, si lancia in una promessa di “affrontare di petto il nodo viario saviglianese, con particolare riguardo all’accesso autostradale, oggi penalizzante, e al tratto Savigliano – Genola, oggi non più adeguato.”. Le reali intenzioni di Gosio rimangono invece un po’ nebulose poichè il suo programma si limita ad impegnarsi per la “risoluzione delle problematiche della viabilità esterna ed interna” e per la “valutazione di fattibilità della circonvallazione di Levaldigi”.
Per quanto riguarda le opere di canalizzazione e arginatura non appare nessuna reale presa di distanza dalle modalità finora seguite ad eccezione di Abbadessa che richiede: “Rimboschimento sponde fluviali e aumento delle aree golenali dei fiumi” e la “arginatura del torrente Mellea seguendo criteri eco-compatibili e non dettati dalla cementificazione puramente speculativa.”. Per gli altri, oltre alla comune richiesta della messa in sicurezza del Mellea, l’unica reale limitazione a cui appaiono sensibili è che, come efficacemente si esprime il programma di Gosio, “si tenga conto in modo equilibrato delle esigenze di sicurezza dei cittadini, ma anche della tutela della proprietà privata“, giungendo a richiedere la “ricalibrazione del piano di protezione dalle esondazioni della zona Sud di Savigliano“, senza indicare comunque ulteriori criteri. Anche in questo caso per Soave la questione appare fuori di qualsiasi possibile discussione (“Il progetto è in fase avanzata di redazione, i finanziamenti sono stati previsti nella programmazione sia dell’AIPO che della Regione Piemonte per circa 8 milioni di Euro, a cui si aggiungono i rimborsi per i danni”).
Resta molto difficile pensare a un reale cambiamento nell’uso del territorio e della gestione del paesaggio senza ripensare a fondo queste opere che sicuramente sono determinanti per il destino del piccolo pezzo di mondo nostro e delle generazioni future.
Altri significativi limiti alla priorità che i candidati saviglianesi assegnano alle tematiche relative al consumo e al degrado del territorio appaiono incrociando la risposta alla domanda “Ritiene importante ridiscutere le norme comunali con l’obiettivo prioritario di valorizzare e riqualificare il paesaggio urbano e agricolo?”, a cui tutti i candidati hanno risposto SI, con l’atteggiamento assunto nei confronti di altri quesiti che anche in questo caso delimitano le modalità degli impegni assunti.
Infatti, di fronte alla proposta di “autorizzare la costruzione di nuovi capannoni solo in presenza di adeguate valutazioni di impatto paesaggistico, specifiche tipologie ed impiego di materiali tradizionali” (vedi tabella) hanno risposto di no Ghione, Gosio e Rubiolo, mentre si sono espressi a favore Abbadessa e Soave, il quale comunque assicura che nell’ultimo quindicennio non si è permessa né incentivata la costruzione di capannoni “senza che vi fosse contestualmente la volontà di una impresa di utilizzarli direttamente” e afferma che “le nostre aree artigianali sono tra le più spaziose e ordinate della provincia” (osservazioni di accompagnamento al questionario). Allo stesso modo di fronte alla proposta di promuovere la rinaturalizzazione delle sponde non arginate dei torrenti (vedi tabella) si dicono favorevoli Abbadessa, Soave e Rubiolo, il quale comunque ritiene necessarie “azioni forti nel rispetto delle leggi affinché gli enti preposti per la tutela ambientale possano intervenire”. Ghione e Gosio invece si dicono contrari, tornando quest’ultimo a riproporre la solita “più incisiva e più completa pulizia degli alvei e la manutenzione delle sponde ai fini di una prevenzione dalle esondazioni”.
Anche la riqualificazione dei canali, che costituiscono un elemento fondamentale dell’integrità territoriale e paesaggistica, e la cui importanza è riconosciuta almeno nei programmi di Gosio e Soave, non giunge a prevedere possibilità di non permettere nuove coperture di canali urbani ed extraurbani e di riportare alla luce i tratti intubati (vedi tabella) che viene espressamente rifiutata da Ghione, Gosio, mentre Soave dichiara che: ”l’orientamento è da me condiviso. Ci sono stati errori in passato e non vorremmo rifarli, specie per quanto attiene al perimetro urbano, dove, peraltro, abbiamo attivato qualificazioni di canali e di rii di un certo pregio”.
I candidati sindaco sembrano riservare per le problematiche inerenti ad un’agricoltura alternativa una particolare sensibilità e, almeno Abbadessa, Ghione, Gosio e Soave, hanno nei loro programmi la valorizzazione dell’agricoltura biologica, dei prodotti agricoli locali puntando a una loro trasformazione e a una distribuzione in loco. Sicuramente, l’assunzione di tale prospettiva va nella direzione giusta e segna una svolta necessaria. Allo stesso modo vogliamo segnalare anche la presenza in tutti i programmi di una particolare attenzione per l’installazione di impianti fotovoltaici e per i programmi di risparmio energetico.
Il presente esame delle intenzioni dei candidati si è limitato a prendere in considerazione le tematiche su cui era possibile fare un confronto, tralasciando di conseguenza altre singole proposte rintracciabili nei programmi dei candidati. Ci sembra comunque che possa permettere di concludere che i programmi di Ghione, Gosio, Robiolo e Soave sembrano caratterizzarsi per offrire delle indicazioni che prendono le distanze da soluzioni, secondo noi, necessarie ma, evidentemente, giudicate ancora troppo radicali. Abbadessa, pur dichiarandosi favorevole a tutte queste proposte, le inserisce all’interno di un programma che appare poco organico.
Riteniamo comunque che il nostro compito non si sia esaurito nell’analisi dei programmi dei candidati sindaco ma debba necessariamente continuare promettendosi di spingere gli amministratori futuri ad una nuova politica urbanistica e territoriale ispirata al principio del risparmio del consumo di suolo e della valorizzazione del paesaggio.

Questionario

Tabella risposte dei candidati sindaco

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