No ai centri commerciali

Abbiamo dovuto aspettare ben otto mesi, ma finalmente abbiamo avuto una risposta, almeno attraverso una dichiarazione ai giornali, alla nostra richiesta che venisse rivista la destinazione d’uso dell’ampia zona (235.000 mq circa) compresa tra la nuova circonvallazione per Marene e Via Alba attualmente destinata dal Piano Regolatore a area produttiva e commerciale.LEGGI TUTTO
 

Nel dicembre scorso, in quanto associazioni saviglianesi contrarie all’apertura di nuove grandi strutture commerciali, in considerazione del fatto che l’Amministrazione comunale aveva nel dibattito sull’apertura del nuovo centro commerciale di via Torino anch’essa espresso pubblicamente la sua contrarietà, abbiamo proposto, con una lettera inviata al Sindaco e all’Assessore all’urbanistica, che, con una manifestazione di volontà e coraggio, ma anche di coerenza, venisse rivista la destinazione d’uso dell’ampia zona (235.000 mq circa) compresa tra la nuova circonvallazione per Marene e Via Alba attualmente destinata dal Piano
Regolatore a area produttiva e commerciale.
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Richiesta di eliminazione/stralcio dal Piano regolatore dell’area  di via Alba (235.000 mq circa), destinata allacostruzione di nuove strutture per la grande distribuzione commerciale.
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All’inizio di novembre la Corte dei Conti, un organo ufficiale dello Stato italiano, ha pubblicato una relazionededicata alla criminalità organizzata che, a nostro parere, non ha avuto la dovuta rilevanza sui giornali e alla televisione.
Tale relazione rileva che centri commerciali e case sono le nuove frontiere della mafia e che essa ha esteso la suaazione anche al Nord. Infatti, le attività economiche in cui la criminalità organizzata investe con maggior frequenza sono quelle “edilizie, immobiliari, commerciali e la grande distribuzione”.
Il settore edilizio permette di investire e riciclare somme ingenti con una certa facilità aumentata anche, negli ultimi tempi, dalla crisi che ha rafforzato il ruolo dell’edilizia come settore sicuro per gli investimenti. Il commercio, in particolare il franchising che coinvolge le grandi marche, consente alle organizzazioni criminali di procedere all’apertura di esercizi commerciali spesso a nome di soggetti terzi compiacenti non immediatamente riconducibili ad esponenti della criminalità.Nel dicembre scorso, in quanto associazioni saviglianesi contrarie all’apertura di nuove grandi strutture commerciali, in considerazione del fatto che l’Amministrazione comunale aveva nel dibattito sull’apertura del nuovo centro commerciale di via Torino anch’essa espresso pubblicamente la sua contrarietà, abbiamo proposto, con una lettera inviata al Sindaco e all’Assessore all’urbanistica, che, con una manifestazione di volontà e coraggio, ma anche di coerenza, venisse rivista la destinazione d’uso dell’ampia zona (235.000 mq circa) compresa tra la nuova circonvallazione per Marene e Via Alba attualmente destinata dal Piano Regolatore a area produttiva e commerciale.
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                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  VISUALIZZA IL VOLANTINO

In quanto movimento che si oppone al consumo di territorio abbiamo partecipato alla manifestazioni di giovedì 9 promossa dall’Ascom saviglianese contro l’apertura del nuovo centro commerciale di via Torino.Condividiamo le motivazioni della manifestazione sia in quanto il progetto comporterebbe un ulteriore consumo del suolo saviglianese sia perché i centri commerciali sono il cuore di quel modo di utilizzare le risorse tipico del sistema consumistico in cui viviamo. La grande distribuzione impone infatti modelli di comportamento e di circolazione delle merci il cui unico scopo è quello di massimizzare il consumo.
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In seguito al risultato emerso in occasione della prima seduta della conferenza dei servizi, tenutasi in data 9 settembre 2010 presso gli uffici della Direzione Commercio della Regione Piemonte, il movimento “Stop al consumo di territorio”, in quanto movimento di opinione per salvare i suoli rimasti agricoli e la difesa del diritto al territorio non cementificato e quindi portatore di interessi diffusi, presenta le seguenti osservazioni:
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1 Response so far »

  1. 1

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