LE MOTIVAZIONI E LE INIZIATIVE DEL COMITATO REFERENDARIO DI CUNEO

Dal primo gennaio 2010 la gestione dell’acqua di Parigi è tornata al Comune che ha deciso di non rinnovare il contratto ai due giganti Veolia e Suex. Sono già più di quaranta le città francesi che, considerate le deludenti esperienze con i privati, hanno compiuto tale scelta.
In un recente referendum anche i cittadini di Berlino hanno detto no all’acqua privatizzata.  A Berlino la fine della gestione pubblica ha portato dal 2001 ad un aumento delle tariffe del 35%, il doppio della media in Germania.
Sono riscontrabili evidenti anologie con la situazione italiana. Nel nostro Paese, come documentato da uno studio della Commissione di Vigilanza delle Risorse Idriche e il centro studi di Federutility, dal 1996 al 2006 le tariffe sono cresciute di più del 60%, due volte e mezzo l’inflazione reale.
Quanto possa essere sconveniente per i cittadini la privatizzazione lo sanno bene i cittadini di Firenze ai quali Publiacqua, società per azioni in mano alla multinazionale Acea, ha imposto un aumento delle tariffe del 9,5%. Motivo? Un calo dei consumi, ha reso necessario far pagare di più le utenze, dato che “la tariffa deve coprire costi operativi, investimenti e remunerazione del capitale”, come stabilito dalla legge.
Ad Aprilia (Latina) oltre 4.000 famiglie dal 2005 rifiutano di pagare le bollette ad Acqualatina, società con il 46.5% di azioni in mano a Veolia, la più grande multinazionale dell’acqua, pagandole, invece, al Comune. Protestano per un aumento del 300%.
Il decreto Ronchi approvato dal Parlamento nel novembre 2009, impone l’ingresso dei privati nella gestione degli acquedotti. Le società per azioni pubbliche che ancora gestiscono il servizio idrico, dovrebbero, entro la fine del 2011, cedere almeno il 40% delle loro azioni ad un socio privato che abbia i compiti operativi.
In una data compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno i cittadini saranno chiamati ad esprimersi su due quesiti referendari che rappresentano un occasione fondamentale per togliere l’acqua dal mercato, insieme ad altri due quesiti riguardanti il nucleare e il legittimo impedimento.
Il provvedimento del Governo Berlusconi ha avuto il merito, assolutamente involontario, di generare una reazione sorprendente della società civile che ha portato alla raccolta di 1.400.000 firme, numero mai raggiunto da alcuna campagna referendaria, nonostante il silenzio dei mezzi di comunicazione più conosciuti.
Il primo quesito si propone l’abrogazione dell’art. 23 bis della Legge n 133/2008 (che il Decreto Ronchi ha solo modificato), relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici locali compreso quello idrico.
Il secondo quesito, invece, riguarda l’art. 154 del cosiddetto Codice dell’Ambiente limitatamente al comma che dispone che la tariffa per il servizio idrico sia determinata tenendo conto dell’ ”adeguatezza della remunerazione del capitale investito”. Si abrogherebbe la parte dell’articolo che ha reso possibile l’assurda situazione di Firenze. In assenza della garanzia del profitto difficilmente i privati sarebbero ancora interessati all’affare.
La campagna referendaria mira ad ottenere che la gestione degli acquedotti sia solo ed esclusivamente pubblica e parteciapata, ovvero avvenga attraverso enti di diritto pubblico con la partecipazione dei cittadini e delle comunità locali.
All’estero la Campagna è seguita con molta attenzione. Come ha raccontato Ugo Mattei, uno degli estensori dei quesiti, negli Stati Uniti le vicissitudini di Silvio Berlusconi, sono abbastanza trascurate, ritenute una sorta di folclore. Invece, il fatto che i cittadini si stiano attivando, in un paese ritenuto a sovranità limitata, per dire no alle multinazionali viene ritenuto un precedente importante.
Ora lo scoglio più difficile da superare sarà il raggiungimento del quorum. Un traguardo al quale anche il Comitato Refendario Cuneese 2 Sì per l’Acqua Bene Comune cercherà di dare il suo contributo, come già è avvenuto in occasione della raccolta firme.
Tra le attività previste si segnala la partecipazione il 26 marzo a Roma alla manifestazione nazionale “L’acqua non si vende”.
Il 10 aprile a Beinette si terrà “La primavera dell’acqua” che prevede i “Percorsi d’acqua”, una camminata commentata dagli esperti di Terra dei Bagienni attraverso luoghi di particolare interesse per il tema dell’acqua, una “merenda sinoira”, accompagnata da un momento informativo e da musica.

Per le attività locali è possibile consultare www.attac-cuneo.it o contattare il Comitato all’indirizzo glacuneo@lillinet.org (Tel 320 1425545).

Informazioni sulla campagna su www.referendumacqua.it o www.acquabenecomune.org. 

Sergio Dalmasso

per il  Comitato Refendario Cuneese 2 Sì per l’Acqua Bene Comune

 

1 Response so far »

  1. 1

    […] Era dal 2011 (referendum Acqua, Nucleare e legittimo impedimento), che la politica e soprattutto la narcotizzata società italiana non veniva investita dal dibattito su un tema fondante per il futuro del Paese. In appena un mese, quello concesso dal governo per informare i cittadini, e senza alcuna risorsa se non le nostre braccia, le nostre gambe e la nostra creatività, siamo riusciti ad ottenere l’attenzione ed il voto di un terzo degli italiani. Questo a testimonianza che la società reagisce quando stimolata e non narcotizzata dall’informazione o dalle forme autoreferenziali della politica. LEGGI TUTTO […]


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