Il nostro no al nuovo centro commerciale

In quanto movimento che si oppone al consumo di territorio abbiamo partecipato alla manifestazioni di giovedì 9 promossa dall’Ascom saviglianese contro l’apertura del nuovo centro commerciale di via Torino.Condividiamo le motivazioni della manifestazione sia in quanto il progetto comporterebbe un ulteriore consumo del suolo saviglianese sia perché i centri commerciali sono il cuore di quel modo di utilizzare le risorse tipico del sistema consumistico in cui viviamo. La grande distribuzione impone infatti modelli di comportamento e di circolazione delle merci il cui unico scopo è quello di massimizzare il consumo. Proprio per questo a nostro modo di vedere l’opposizione alla costruzione di nuovi centri commerciali non può limitarsi ad un problema di equilibrio tra la grande e la piccola distribuzione, ma inizia dall’assunzione di nuovi modelli di consumo.
Segue la stessa logica della grande distribuzione anche la scomparsa dei negozi tradizionali del centro cittadino con la sua trasformazione in un luogo di shopping riservato a coloro che, possibilmente in massa e da fuori Savigliano, vengono a far spesa o ai sempre auspicati turisti. Tale tendenza, che dopo le grandi città e i centri turistici più importanti, sembra riguardare ormai anche le città di dimensione minori, finisce per causare l’impoverimento del tessuto sociale del centro imponendo ai residenti l’uso dei “non luoghi” della periferia: i grandi centri commerciali per la spesa, per il parrucchiere, ecc…, le multi sale per il divertimenti, i locali serali, dove hanno luogo tutte le attività che prima li portavano in centro facendone il luogo naturale delle relazioni sociali.
Per queste ragioni occorre che l’opposizione ai nuovi centri commerciali si accompagni a nuove modalità di consumo e di rapporto diretto con la produzione; e quindi alla diffusione di reti di commercializzazione “corte” e sensibili alla qualità e alla caratterizzazione locale del prodotto. Da questo punto di vista potrebbe essere molto utile un’azione, promossa dall’amministrazione comunale, volta a diffondere il consumo dei prodotti della campagna saviglianese tra i cittadini. Infatti, tale iniziativa potrebbe, da un lato, riavvicinare la città alla sua campagna ricreando un rapporto che è sparito solo negli ultimi 40-50 anni, consentire di aprire un discorso sui consumi e sul loro impatto ambientale (trasporti, imballaggi, ecc), creare un rapporto diretto consumatore-produttore (che potrebbe essere occasione per mettere in discussione alcune ferree leggi del nostro sistema economico), nonché, con ogni probabilità, costituire una risposta alla crisi dell’agricoltura locale ma anche alle difficoltà economiche dei cittadini create dal perdurare della crisi generale.
Per tutte queste ragioni riteniamo che il dibattito sul nuovo centro commerciale non debba risolversi col solo no alla sua costruzione, ma possa diventare un’occasione per coinvolgere non solo i commercianti ma anche i consumatori in un processo di crescita della consapevolezza della responsabilità dell’impatto dei consumi individuali.

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