CONTRO L’EDIFICAZIONE DELLA AREA DELLA SAINT GOBAIN

In relazione alla pubblicazione dei progetti di P.E.C. siglati P1.8*, P1.9* e P1.9* bis inerenti aree situate in via Saluzzo, il movimento “Stop al consumo di territorio”, in quanto movimento di opinione per salvare i suoli rimasti agricoli e la difesa del diritto al territorio non cementificato e quindi portatore di interessi diffusi, presenta le seguenti osservazioni:
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Cogliamo l’occasione offerta dalla lettera, apparsa sul Saviglianese del 3-6-2010, firmata G.G., il quale affermava che nessuno “dice nulla” sulla prossima edificazione dell’area nelle vicinanze della S. Gobain, per rendere pubblico che, in quanto movimento d’opinione per la difesa del suolo non cementificato, siamo intervenuti sulla questione con una serie di osservazioni sui progetti riguardanti i primi tre lotti, inviate all’amministrazione comunale nel gennaio scorso. In tale occasione abbiamo innanzitutto richiesto che l’edificazione della area interessata abbia inizio solo in presenza di una reale necessità determinata dal pieno utilizzo degli edifici produttivi e commerciali già esistenti, dall’esaurimento delle aree già cementificate dismesse e/o riconvertibili e di altre aree in cui è già iniziata l’edificazione e della piena credibilità dei piani di sviluppo produttivo o commerciale delle aziende che dovrebbero occupare tale area. Richieste dettate dal fatto che l’attuale livello di consumo del territorio risulta non più sostenibile e che quindi occorre in primo luogo evitarne lo spreco La risposta dell’amministrazione comunale è stata che “non è possibile limitare, graduare o condizionare la edificabilità di aree in assenza di norme specifiche sull’utilizzo dei suoli.
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Come movimento sorto per la difesa del territorio non ancora cementificato riteniamo che il nostro atteggiamento nei confronti del terreno agricolo, in quanto risorsa indispensabile all’umanità, debba essere rivisto e sottratto alla logica puramente economica che finora lo ha ispirato. Le vicende della Chianoc e l’inizio dell’edificazione dell’area nei pressi della S. Gobain ci danno l’opportunità di fare a questo proposito alcune osservazioni.
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