Centri commerciali: perché questo silenzio dal municipio?

Nel dicembre scorso, in quanto associazioni saviglianesi contrarie all’apertura di nuove grandi strutture commerciali, in considerazione del fatto che l’Amministrazione comunale aveva nel dibattito sull’apertura del nuovo centro commerciale di via Torino anch’essa espresso pubblicamente la sua contrarietà, abbiamo proposto, con una lettera inviata al Sindaco e all’Assessore all’urbanistica, che, con una manifestazione di volontà e coraggio, ma anche di coerenza, venisse rivista la destinazione d’uso dell’ampia zona (235.000 mq circa) compresa tra la nuova circonvallazione per Marene e Via Alba attualmente destinata dal Piano Regolatore a area produttiva e commerciale.
La nostra proposta nasceva dal fatto che ci sembra che, se si concorda sull’inutilità dell’apertura di nuove strutture commerciali, si debba conseguente provvedere a variare le previsione del Piano Regolatore che al contrario destina ad esse 3 zone, denominate “localizzazioni commerciali urbane periferiche”, in quanto situate ai bordi del tessuto residenziale urbano, una a Nord al fondo di via Torino, l’altra a Est nella zona fieristica e l’ultima nelle vicinanze della Saint Gobain.
D’altra parte occorre anche sottolineare che quando l’Amministrazione comunale ha sostenuto nelle recenti polemiche che hanno accompagnato l’approvazione dei progetti relativi ai nuovi centri commerciali che tale decisione non era di sua competenza, bensì della Conferenza dei servizi regionali dimenticava, non solo che l’individuazione delle aree disponibili era avvenuta inserendole, ad opera sua, nel PRG, ma anche che tali aree sono state individuate nonostante non rispettassero completamente i parametri richiesti dalla Regione. Così, ad esempio, l’area della Saint Gobain a rigore non è localizzata ai bordi di un’area residenziale,la distanza tra l’area di via Torino e quella di via Alba è inferiore ai 2000 metri previsti dalla Regione, ancora entrambi non sono sufficientemente lontani dai negozi del centro storico. L’essersi avvalsi della facoltà di derogare da tali limiti è stata dunque una precisa scelta da parte della nostra amministrazione volta chiaramente a massimizzare le aree destinata al commercio. Così riporta infatti la relazione allegata al Piano Regolatore: “Come si può rilevare non tutti i parametri sono rispettati per ciascuna delle aree produttive miste, ma è potestà (non obbligo!) del Comune decidere se abolirne qualcuno”. La nostra lettera non ha mai avuto alcuna risposta, in compenso abbiamo però saputo della presentazione del primo progetto per l’area di via Alba!
Nel chiedere al Signor Sindaco le ragioni del suo silenzio vogliamo ribadire quelle della nostra proposta.
Innanzitutto, non compromettere ulteriormente il già precario equilibrio tra le attività commerciali a livello di negozio di vicinato e le attività commerciali di media e grande distribuzione. Infatti, il prevalere di quest’ultime finisce per causare l’impoverimento del tessuto sociale del centro imponendo ai residenti l’uso dei “non luoghi” della periferia: i grandi centri commerciali per la spesa, per il parrucchiere, ecc…, le multi sale per il divertimento, i locali serali, dove hanno luogo tutte le attività che prima li portavano in centro facendone il luogo naturale delle relazioni sociali. Occorre anche tener conto che le aree commerciali esterne attirano traffico, stante la necessità dell’uso dell’auto per i consumatori, con la inevitabile costruzione di nuove infrastrutture e col conseguente peggioramento della qualità dell’aria e della vita.
Inoltre occorre, secondo noi, non compromettere ulteriormente l’utilizzo dei suoli fertili destinati a scopi agricoli ed evitare uno smisurato consumo di suolo (circa 235.000 mq.). Stando all’attuale PRG  per la grande distribuzione, oltre alle aree già utilizzate pari a 19.300 metri quadri, e ai 26.000 metri quadri che sono stati approvati o sono in via di approvazione, sono disponibili altri 240.000 metri quadri circa. Questo significa che stando agli abitanti attuali (20.991) ogni saviglianese potrebbe avere a disposizione circa 13 metri quadri, ovvero per una famiglia di 4 persone 52 metri quadri, un piccolo appartamento!
La superficie totale occupata e occupabile corrisponde a circa 29 ettari di suolo agricolo (circa 75 giornate piemontesi) che equivalgono al  terreno biologicamente produttivo necessario per il sostentamento di 13 individui, dal momento che secondo i calcoli più recenti ciascuno di noi consuma in un anno l’equivalente del prodotto di 2,2 ettari
Infine, occorre evitare, stante la vastità dell’area e gli ingenti capitali che essa può attrarre, il crearsi dei presupposti che costituiscono, come hanno dimostrato recenti prese di posizione della Corte dei Conti, un alto organo dello Stato, l’occasione per il radicarsi di attività finanziate attraverso riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite gestite da organizzazioni di tipo mafioso
Restiamo naturalmente in attesa di un gentile cenno di risposta da parte dell’Amministrazione comunale.

Movimento Stop al Consumo del Territorio – Savigliano

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