Il Piano Regolatore Generale: com’è, come potrebbe essere

Il gruppo saviglianese del movimento “Stop al Consumo di Territorio” agisce nella convinzione che occorra riconoscere e far riconoscere anche a chi ci amministra la necessità di tenere in conto nel progettare l’uso del territorio del fatto che la terra è una risorsa non inesauribile, che il terreno agricolo, in quanto indispensabile per produrre l’alimentazione umana, è un bene che tutte le generazioni, sino a qualche decennio fa, hanno consegnato alle successive integro nelle sue capacità produttive e che la reintegrazione del paesaggio agricolo, parte essenziale della nostra identità culturale nelle sue ricchezze naturali e storiche, debba essere considerata un obiettivo prioritario.
A questo scopo fin dalle elezioni amministrative della primavera del 2009 dopo aver sondato la posizione dei candidati sindaci per indagare il loro punto di vista su alcune tematiche legate all’uso del suolo e verificare la loro disponibilità su alcuni impegni precisi nel tempo e nelle modalità.
Approfondendo questo discorso abbiamo, nella primavera 2010,  elaborato e presentato alla cittadinanza e all’Amministrazione comunale, con una dibattito pubblico e una mostra, il documento“Una proposta per arrivare a non consumare più suolo agricolo saviglianese”  che intende essere un contributo all’elaborazione di un modello di amministrazione del territorio che si ponga come obiettivo prioritario la difesa del suolo non ancora cementificato, individuando 4 campi di intervento: : il controllo e il contenimento dello sviluppo edilizio e delle infrastrutture, il recupero del rapporto città-campagna, la diffusione di nuovi stili di vita e il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini.
Gli interventi dell’amministrazione comunale, presente al dibattito pubblico con il sindaco Sergio Soave e l’assessore all’urbanistica Silvio Pittavino, avevano, a nostro parere, evidenziato la scarsa conoscenza del documento e l’altrettanto scarsa sensibilità verso le tematiche sollevate. Soave, nel suo intervento,  aveva genericamente sostenuto che l’operato dell’amministrazione comunale andava già nella direzione auspicata dal nostro documento sulla base dell’assicurazione che, a parte la zona di Bec d’ania, non ci sarebbero stati ulteriori ampliamenti delle aree edificabili privilegiando lo sviluppo verticale della città. Al di là del fatto che lo sviluppo verticale non rappresenta una soluzione ai problemi di consumo del territorio il sindaco, nel dichiarare che l’operato dell’amministrazione va già in questa direzione, non aveva probabilmente presente che per noi la difesa del territorio comincia con l’utilizzo e la valorizzazione del patrimonio esistente e con una più attenta programmazione e regolamentazione, in base alle reali esigenze, delle aree edificabili, ed è possibile solo recuperando il tradizionale rapporto città-campagna che vedeva quest’ultima serbatoio alimentare della prima.
Per nulla scoraggiati dalla scarsa considerazione con cui l’Amministrazione aveva preso in considerazione la nostra proposta, sottoscritta anche da un’altra associazione saviglianese, “Kerigma”,  poiché crediamo possibile e necessario un nuovo modello di rapportarci al territorio, perseguibile a partire dalle decisioni dell’amministrazione comunale, abbiamo cominciato col realizzare un censimento campione degli edifici inutilizzati per verificare l’effettiva necessità dell’utilizzo di questo strumento nella programmazione dello sviluppo. Tale lavoro ha, in effetti, confermato in pieno la necessità di attuare un serio censimento dal momento che semplicemente percorrendo una minima parte delle vie della città (…) e in base della sola rilevazione dei cartelli “Affittasi” o “Vendesi” e dei segni di evidente abbandono abbiamo rilevato più di  130 casi di edifici o di appartamenti non utilizzati.
Proseguendo poi nel per noi indispensabile lavoro di informazione e sensibilizzazione iniziato l’anno scorso con la mostra “Savigliano: dal Maira al Varaita?”, abbiamo anche quest’anno realizzato un’analoga iniziativa che ha come oggetto l’attuale Piano Regolatore cittadino nel tentativo di capire com’è fatto e come potrebbe essere fatto.
Volevamo anche quest’anno presentare il nostro lavoro e le nostre proposte pubblicamente ai cittadini  e all’Amministrazione comunale ma ci è  stato risposto che il Comune ha già in programma un incontro con ognuna delle associazioni cittadine e delle categorie interessate. A nostro parere tale modo di procedere che evita l’incontro e il dibattito diretto con i cittadini non fa che riproporre il vecchio modo di gestire il Piano Regolatore Generale che tende a farne una discussione per specialisti, chiusa dentro al Palazzo comunale, condizione indispensabile perché  i “soliti interessi” possano prevalere.
Abbiamo quindi dovuto rinunciare ad organizzare la serata pubblica, anche per poter destinare le nostre poche risorse alla campagna referendaria sull’acqua pubblica e sul nucleare, ma non per questo a informare e sensibilizzare i cittadini.
Infatti a partire da domenica 22 Maggio, in occasione di “Quintessenza” , sarà esposta nelle vetrine dell’ex negozio Scassa-Trucco di piazza Santa Rosa, gentilmente messe a disposizione dai proprietari, la mostra “Il Piano Regolatore Generale: com’è, come potrebbe essere” che, partendo dall’analisi dell’attuale PRG e cercando di illustre i complessi meccanismi procedurali e legislativi che vi stanno dietro, evidenzia alcune delle problematiche ad esso collegate, quali ad esempio: il confluire dell’interesse di Comune e rendita fondiaria urbana nella cementificazione del territorio, i meccanismi di programmazione delle grandi aree commerciali o la dimensione del tutto marginale che in esso assumono le tematiche dell’ambiente e del paesaggio.
La mostra sarà anche l’occasione per rendere pubblici i dati del nostro censimento degli edifici inutilizzati, realizzato da un gruppo di giovani che ha raccolto il nostro invito  e che ha fatto di tale attività l’occasione per avviare al suo interno una interessante discussione  su come riappropriarsi di uno spazio pubblico in cui agire in difesa non solo dei beni pubblici ma anche della nostra identità personale.
Il censimento, come del resto la panoramica fotografica di tutti i cantieri attualmente aperti a Savigliano, vogliono essere  una provocazione che ci spinga a riflettere sull’uso che stiamo facendo del territorio che è ciò che ci auguriamo avvenga per i molti  cittadini, e magari per gli stessi Amministratori che hanno rifiutato il confronto pubblico, che transiteranno davanti alle vetrine del centralissimo negozio.
Ricordiamo anche che i testi, le foto e i dati del censimento saranno disponibili o sul nostro blog o lasciando la propria mail visitando la mostra.

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1 Response so far »

  1. 1

    Andrea said,

    E’ possibile ricevere in mail, i dati del censimento?
    Grazie.


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