Archive for Il movimento

Riccardo Petrella, l’utopia come alternativa per il divenire

All’interno del meraviglioso Monastero del Bene Comune di Sezano, luogo di pace, di accoglienza e  di rispetto, abbiamo avuto l’occasione d’incontrare e d’intervistare l’economista politico Riccardo Petrella. Tra gli argomenti trattati quello dei beni comuni, del valore della conoscenza e quello dell’utopia, che vestita di una nuova accezione del termine, può farsi traino verso la costruzione di un nuovo divenire.

Ascoltate le stimolanti argomentazioni di Riccardo Petrella raccolte nella video intervista qui di seguito

CLICCA QUI PER GUARDARE L’INTERVISTA!

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Referendum No Triv: non è che l’inizio

Due promotrici e organizzatrici dello straordinario lavoro compiuto delle persone che si sono impegnate nella grande battaglia contro il consumismo energetico e a difesa dei patrimoni  e delle risorse comuni sottolineano i risultati positivi raggiunti al di là del dato registrato dalle urne. 

La sconfitta di Renzi:
aver cercato di mortificare la democrazia,
piegato l’informazione, favorito interessi privati e illeciti facendosene un vanto

La vittoria dei “comitatini ambientalisti”:
aver vinto a tavolino 3 su 6 referendum proposti,
aver dato uno stop alla “necessaria” strategicità del fossile in Italia
avere imposto al dibattito politico italiano il tema della conversione ecologica
aver riattivato una coesa opposizione sociale in Italia.

Era dal 2011 (referendum Acqua, Nucleare e legittimo impedimento), che la politica e soprattutto la narcotizzata società italiana non veniva investita dal dibattito su un tema fondante per il futuro del Paese.
In appena un mese, quello concesso dal governo per informare i cittadini, e senza alcuna risorsa se non le nostre braccia, le nostre gambe e la nostra creatività, siamo riusciti ad ottenere l’attenzione ed il voto di un terzo degli italiani. Questo a testimonianza che la società reagisce quando stimolata e non narcotizzata dall’informazione o dalle forme autoreferenziali della politica.
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Le persone e il pianeta prima del profitto!

Invitiamo tutti a firmare la petizione  per fermare le trattative sulla liberalizzazione degli scambi commerciali e degli investimenti e promuovere una economia che serva allo sviluppo dei popoli e del pianeta.

Il negoziato TTIP, lanciato ufficialmente nel luglio 2013 e portato avanti dalla Commissione europea e dall’Amministrazione statunitense, disegna un quadro di pesante deregolamentazione dove obiettivo principale non saranno tanto le barriere tariffarie, già abbastanza basse, ma quelle non tariffarie, che riguardano gli standard di sicurezza e di qualità di aspetti sostanziali della vita di tutti i cittadini: l’alimentazione, l’istruzione e la cultura, i servizi sanitari, i servizi sociali, le tutele e la sicurezza sul lavoro.
Con l’alibi di un’omogeneizzazione delle normative e la falsa illusione di risollevare l’economia dell’Europa, si assisterà ad una progressiva corsa verso il basso in cui saranno i cittadini e l’ambiente a farne principalmente le spese in un processo che porterà alla progressiva mercificazione di servizi pubblici e di beni comuni.
Tra i principali obiettivi del negoziato, c’è la tutela dell’investitore e della proprietà privata, grazie alla costituzione di un organismo di risoluzione delle controversie, un vero e proprio arbitrato internazionale, a cui le aziende potranno appellarsi per rivalersi su Governi colpevoli, a loro dire, di aver ostacolato la loro corsa al profitto.Qualsiasi regolamentazione pubblica che tuteli i diritti sociali, economici ed ambientali, con la scusa della tutela della competizione e degli investimenti, rischierà di soccombere dinanzi alle esigenze delle aziende e dei mercati, tutelate da sentenze che saranno a tutti gli effetti inappellabili.

Firma la petizione on line Stop TTIPP al Link https://stop-ttip.org/firma/

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Incoerenza e assurdità: alcune buone ragioni per boicottare Expo 2015

Expo 2015 sembra essere un evento al quale non si può non partecipare: da mesi viene presentato come un’occasione unica per il rilancio dell’Italia e un’opportunità irripetibile sotto tutti i punti di vista.
A nostro parere, tuttavia, questa manifestazione presenta una serie di forti contraddizioni sulle quali forse sarebbe opportuno riflettere e che ci conducono a schierarci contro la retorica ufficiale chiedendo  ai nostri concittadini di non parteciparvi.
Non intendiamo dilungarci sui fenomeni criminali di corruzione e speculazione che hanno interessato Expo come tutte le altre grandi opere realizzate in Italia, così come ci limitiamo semplicemente a ricordare che il totale di denaro pubblico speso per le «Opere infrastrutturali essenziali Expo Milano 2015» ammonta a 12 miliardi di euro. Tutto ciò in concomitanza coi sistematici tagli operati dal governo Renzi e da quelli che lo hanno preceduto alla sanità pubblica  e alla scuola pubblica.
Ma ciò che ci preme sottolineare è la distanza abissale tra le idee di cui la manifestazione si fa promotrice e i reali interessi a cui risponde.
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Risposta ai consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle

Ci permettiamo di rubare ancora un po’ di spazio al giornale per poter rispondere alle precisazioni che i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle hanno avanzato la scorsa settimana alla nostra precedente lettera sul Consiglio Comunale che ha modificato il piano regolatore comunale  per poter realizzare gli argini a Sud della città.
Vorremmo innanzitutto far notare ai due consiglieri, i quali ci ricordano che avremmo dovuto presentare le nostre osservazioni nei tempi previsti, che le stesse osservazioni erano già state rese pubbliche, attraverso una lettera proprio a questo giornale, all’epoca della presentazione dell’opera, non dal nostro Movimento, in quanto non si era ancora costituito, ma da alcune persone che lo compongono;  se gli attuali consiglieri comunali non seguivano allora il dibattito pubblico non può essere certamente colpa nostra.
Per quanto riguarda la sostanza della nostra proposta è del tutto evidente che le opere proposte, dalla determinazione delle aree di pertinenza fluviale all’eliminazione delle opere di canalizzazione artificiale o all’eventuale ricollocazione delle aree residenziali e produttive, più che “non restare precluse da quanto deliberato”, come  osservano i due consiglieri comunali, sarebbero dovuto essere realizzate  per evitare la costruzione degli argini che si vuole costruire  facendo  fronte alle inondazioni di portata ordinaria come a quelle “di portata assolutamente straordinaria”.
Le nostre proposte esigevano dunque l’adozione di un’ottica assolutamente diversa nei riguardi del fiume e del territorio.
Né ci è sfuggito il fatto che i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle abbiano richiesto all’amministrazione comunale che siano previste “compensazioni, servizi e precauzioni, anche economiche, adeguate” per le popolazioni residenti nelle zone dove verranno realizzati gli argini e, visto il modo assolutamente non operativo con cui tale richiesta riparativa è stata presentata e, conseguentemente, è stata accolta dall’amministrazione stessa, richiediamo loro di attivarsi affinchè essa abbia seguito e siano presi i provvedimenti amministrativi che tale proposta comporta.
Prendiamo inoltre atto, e sinceramente ci congratuliamo con loro, della rinuncia ai compensi loro dovuti per lo svolgimento delle funzioni di consiglieri comunali, ma nello stesso momento chiediamo loro di impegnarsi a chiarire, magari attraverso un’interrogazione al Sindaco,  i motivi per cui, come abbiamo denunciato nel nostro precedente intervento, sul sito comunale la pagina “Retribuzioni per incarichi politici” attualmente risulta ancora in costruzione benché il sito del Comune sia attivo da anni.
Infine, apprezzando la loro volontà di confrontarsi con i cittadini, vogliamo ricordare che ci sarebbe stato impossibile contattare i consiglieri o il Movimento nei modi proposti, poiché abbiamo saputo del Consiglio comunale il giorno stesso in cui si è svolto attraverso i giornali e, inoltre, in quanto movimento che da anni agisce pubblicamente su queste tematiche  eravamo noi stessi consultabili preventivamente dai consiglieri comunali per un’adeguata preparazione ai temi in discussione nella seduta comunale.

Il gruppo locale del movimento “Stop al consumo di territorio – Movimento di opinione per la difesa del diritto al territorio non cementificato”

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Futile consiglio comunale non discute il problema degli argini

Uscendo mercoledì scorso dal Consiglio comunale dedicato al problema degli argini del Maira e del Mellea ci siamo chiesti come mai fosse stato convocato un  Consiglio comunale con all’ordine del giorno quell’unico problema. Domanda che nasceva, evidentemente non dall’importanza dei lavori che sono stati decisi, bensì dal modo in cui è stata affrontata la discussione.
A detta del sindaco, Cussa, e dell’assessore all’urbanistica, Ravera, si trattava di un semplice atto dovuto in base a progetti già approvati  dalle precedenti amministrazioni,  svilendo in questo modo la decisione dei consiglieri comunali. Atto dovuto che è comunque stato messo ai voti e che quindi avrebbe potuto benissimo, e con non poche giuste motivazioni a nostro modo di vedere, essere respinto.
Su queste premesse abbiamo assistito a cinque interventi, tre da parte delle forze di opposizioni e due della maggioranza, che chiamare dibattito è sicuramente  un eufemismo. Tutti, maggioranza, vecchia opposizione come anche la nuova (Movimento 5 stelle), poiché i soldi c’erano e andavano spesi e poiché si trattava della messa in sicurezza della città hanno approvato le opere (anche chi poi si è astenuto era comunque pienamente d’accordo sulle opere in sé). Unanimità che, come ha sottolineato anche il consigliere Tortone nel suo intervento,  era già stata riscontrata in sede di commissione consigliare. Ma allora perché convocare un consiglio comunale, durato non più di 45 minuti, su un unico problema ritenuto un atto dovuto e su cui si era già registrata piena convergenze di tutte le forze politiche?
L’unica risposta che ci viene in mente è che come i soldi per l’opera ci sono e quindi vanno comunque spesi così anche i soldi per i gettoni presenza di giunta, consiglieri e addetti vari ci sono ed è bene spenderli!
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Un monumento alla nostra stupidità

Costruire un grattacielo e chiedersi  quali effetti avrà sul panorama della città denota sicuramente una buona sensibilità estetica.
Costruire un grattacielo e chiedersi  se migliorerà l’area circostante potrebbe anche rivelare un interesse per la qualità della vita dei cittadini.
Costruire un grattacielo e affermare che non si consuma suolo agricolo è da incompetenti,  perché non occorre la laurea in ingegneria per capire che costruendo non si consuma solo il suolo su cui si costruisce.
Costruire un grattacielo e non chiedersi  se serve è da incoscienti.
Costruire un grattacielo, quando è in corso l’edificazione di un quartiere (la Vernetta 2) che potrà ospitare oltre 1000  abitanti in una città che cresce al ritmo di 100 abitanti all’anno, è ridicolo.
Costruire un grattacielo inutile è  criminale, se si pensa che in Italia consumiamo 7 mq al secondo di suolo e che la sua sottrazione peserà per sempre sulle risorse a disposizione dell’umanità.
La vicenda del “grattacielo sul Maira” è l’esatta fotografia dei nostri amministratori.
Se lo costruiremo sarà comunque un monumento: alla nostra stupidità.

Il gruppo locale del movimento “Stop al consumo di territorio – Movimento di opinione per la difesa del diritto al territorio non cementificato”

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