Presentazione Blog

L’azione del nodo saviglianese del movimento nazionale “Stop al consumo di territorio” si fonda sulla convinzione che sia necessario adottare nuove strategie economiche e nuovi stili di vita improntati alla “decrescita”.

LEGGI TUTTO

Ecco ciò che puoi trovare nel blog:

Manifesto saviglianese

La nostra proposta per non consumare più il suolo agricolo saviglianese

Censimento del cemento: la campagna nazionale di salviamo il paesaggio

Si al fotovoltaico ma non su terreni liberi

Le nostre iniziative

Nuovi stili di vita a Savigliano

Fotografie del territorio

Appuntamenti 

Mostra: Savigliano: dal Maira al Varaita?

Mostra: il Piano Regolatore Generale: com’è, come potrebbe essere

Le ragioni del nostro agire: uno spazio per pensare e discutere

Le ragioni del nostro agire: materiali per pensare e discutere

Comitato due Sì per l’acqua bene comune

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4 Risposte so far »

  1. 1

    Lino Capello said,

    Su questo blog si stanno publicizzando temi non coerenti con l’ideologia del movimento Stop al Consumo di Territorio, questo porta ad una confusione per coloro che non sono attivi nel movimento. Invito i gestori, e rseponsabili, ad attenersi a temi e problemi inerenti al consumo di territorio senza divagare su tematiche poco pertinenti. Il movimento è molto ammirato e considerato, non degradiamolo a semplice gruppo contestatore, senza proposte ed attività.

  2. 2

    Pier e Alberto said,

    Ciao Lino,
    anche se negli ultimi tempi abbiamo dato spazio a temi non strettamente legati all’uso del territorio non pensiamo di stare divagando su tematiche poco pertinenti. In primo luogo perché riteniamo che il problema del territorio, così come è stato sollevato dal nostro movimento, si collochi all’interno della più vasta tematica dei beni comuni. Infatti la richiesta di non consumare più territorio è sorretta dall’idea che il suolo agricolo debba essere considerato un bene comune di cui né il singolo né la nostra generazione possono disporre in maniera indiscriminata. Nella stessa ottica ci siamo impegnati nella raccolta delle firme per la richiesta del referendum per l’acqua pubblica. La logica dei beni comuni è stata contemporaneamente fatta propria anche da altre forze e da altri movimenti che vogliono reagire a un modello, imposto negli ultimi trent’ anni, che sta intaccando la stessa convivenza sociale. Così la Fiom a Mirafiori si è opposta all’accordo imposto da Marchionne in difesa dei diritti dei lavoratori considerandoli un bene comune conquistato dalla lotta di generazioni di lavoratori e allo stesso modo la dignità della donna deve essere considerata un bene comune in una società civile.
    In secondo luogo, come lo stesso logo (“Se non ora quando?”) della manifestazione di domenica sottolinea, ci sembra che in questo momento sia indispensabile che tutte le componenti della società si mobilitino, finché sono ancora in tempo, per esprimere una forza che sia in grado in primo luogo di bloccare la deriva degli ultimi trent’anni e, ci auguriamo, di progettare un modello di società che ponga al centro i beni comuni.
    Ci rendiamo conto che una società dei beni comuni richiede un cambiamento di mentalità notevole. Tuttavia queste tematiche non possono essere considerate solo come proprie di un gruppo contestatore senza proposte ed attività sia perché stanno coinvolgendo forze sociali anche molto rappresentative (vedi Fiom) sia perché si stanno concretizzando in tutta una serie di proposte e di attività che vanno dal consumo consapevole ai piani regolatori a crescita zero, dai prodotti a kilometro zero ad altre forme di economia solidale.
    Comunque sia riteniamo che le tematiche che hai sollevato debbano essere motivo di un confronto serio di cui il blog potrebbe essere il luogo adatto anche solo per il fatto che scrivere richiede una maggiore riflessione. Ciao!

  3. 3

    Ricevuto dalla redazione per mezzo di Lino Capello said,

    Caro Lino,
    a livello territoriale credo sia “normale” che un sito/blog di STOP possa trattare anche altri argomenti diversi ma attinenti al tema della difesa ambientale/sociale. Ed è altrettanto logico che la comunicazione di ogni nodo territoriale la decida ciascun nodo, in assoluta autonomia e senza alcun bisogno di “placet” da parte del nazionale.
    Grave, invece, che il sito non sia condiviso, cioè che vengano pubblicati contenuti non ufficiali (cioè contenuti non scelti da tutti) ma solo da una persona: questo non mi pare corrisponda all’attività di un gruppo ma alle volontà di un singolo. Da questo punto di vista, mi permetto di suggerirvi di ragionare della questione tutti assieme ed invitare il gestore del vostro blog a lavorare in gruppo o, in alternativa, forse dovreste disconoscere l’ufficialità del blog stesso.
    Se ritenete utile far circolare queste mie considerazioni, ne avete piena facoltà. La segreteria nazionale è a vostra disposizione per ogni eventuale approfondimento del caso e, se necessario, a chiedere formalmente al gestore del blog di non agire in solitaria nella determinazione dei contenuti ma a confrontarsi preventivamente con il gruppo o suoi delegati.

    A presto, Alessandro Mortarino per segreteria Movimento nazionale Stop al Consumo di Territorio

    • 4

      Pier e Alberto said,

      Per Alessandro Mortarino,
      in quanto gestori del blog del nodo saviglianese di STOP siamo rimasti del tutto sconcertati dal tuo intervento che ci è pervenuto per mano di Lino.
      Assolutamente sconcertati dal fatto di essere oggetto di un “provvedimento gerarchico” volto, almeno così ci è stato presentato da Lino, a difendere il buon nome del movimento.
      Infatti avevamo visto la scelta di Sarzana di rimanere movimento come la scelta di rimanere uno strumento in mano ai cittadini per dare alle azioni dettate dalla volontà di agire localmente un maggior peso. Fare del buon nome del movimento un fine delle nostre azioni distoglie energie alle azioni locali, quando non finisce, in nome del successo del movimento, per attutire le capacità di guardare criticamente la realtà su cui si vuole agire.
      A parte questo, che comunque non riteniamo poco rilevante, quanto pubblicato dal sito non ci sembra discostarsi da quelli che sono i due documenti costitutivi dell’identità del nodo saviglianese (Il manifesto del gruppo saviglianese e La nostra proposta per non consumare più suolo agricolo saviglianese) che come tali sono stati ampiamente discussi e sottoscritti da tutti i componenti.
      Tali documenti, come d’altronde i contenuti del blog, non hanno mai sposato l’equazione no al consumo di territorio = no brutti capannoni, ma hanno sempre collocato il problema del consumo di territorio all’interno della necessità di un più ampio cambiamento di orizzonti legato a nuovi modelli economici, sociali e partecipativi.
      Riteniamo di essere stati tra i promotori, sia alle riunioni che nel blog stesso, del dibattito interno che ha portato a delineare le linee d’azione del nodo saviglianese e, da questo punto di vista, le accuse che ci vengono rivolte ci sconcertano ancor di più.
      Per queste ragioni ti chiediamo, innanzitutto, di ritirare la tua lettera (oltretutto scritta avendo sentito solo una parte) e ti assicuriamo che, qualora la necessità di collocare il problema dell’uso del territorio in orizzonti più ampi non fosse più condivisa dai membri del nodo saviglianese, non vi sarà alcun problema di “disconoscere l’ufficialità del blog”, in quanto questa prospettiva è , per noi, essenziale per poter incidere criticamente sulla realtà su cui vogliamo agire ed è, per questo, prioritaria rispetto alla sigla che identifica il gruppo che la fa sua.


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